Riflessioni….

RIFLESSIONE eccellente…
Quando morirai, non preoccuparti del tuo corpo… i tuoi parenti faranno tutto il necessario secondo le loro possibilità.
Ti toglieranno i vestiti
Ti laveranno
Ti vestiranno
Ti porteranno via da casa e ti porteranno al tuo nuovo indirizzo.
Molti verranno al tuo funerale a ′′salutare”. Alcuni cancelleranno gli impegni e mancheranno anche a lavoro per andare al tuo funerale.

I tuoi averi, ciò che non ti piaceva prestare, saranno venduti, regalati o bruciati.
Le tue chiavi, i tuoi strumenti, i tuoi libri, i tuoi cd, le tue scarpe, i tuoi vestiti…
E stai sicuro che il mondo non si fermerà a piangere per te.
L’economia continuerà.
Nel tuo lavoro, sarai sostituito. Qualcuno con le stesse o migliori capacità, assumerà il tuo posto.
I tuoi beni andranno ai tuoi eredi….
I tuoi amici sinceri piangeranno qualche ora o qualche giorno, ma poi torneranno a ridere.
I tuoi animali si abitueranno al nuovo padrone.
Le tue foto, per un po’ di tempo, rimarranno appese al muro o continueranno su qualche mobile, ma poi verranno messe in fondo a un cassetto.
Qualcun altro si siederà sul tuo divano e mangerà sulla tua tavola.
Il dolore profondo a casa tua durerà una settimana, due, un mese, due, un anno, due… Dopo sarai aggiunto ai ricordi e poi la tua storia sarà finita.

Finito tra le persone, finito qui, finito in questo mondo.
Ma inizierà la tua storia nella tua nuova realtà… nella tua vita dopo la morte.

Nella tua nuova vita avrai solo bisogno del tuo spirito. E il valore di cui lo hai arricchito qui, sarà l’unica fortuna su cui conterai lì.
Questa fortuna è l’unica cosa che ti porterai via e si costruisce per tutto il tempo che stai qui. Quando vivi una vita d’amore verso gli altri e in pace con il prossimo, stai costruendo la tua fortuna spirituale.

Ecco perché prova a vivere pienamente e sii felice mentre sei qui perché, come ha detto Francesco D’Assisi: ′′Da qui non ti porterai via quello che hai. Prenderai solo quello che hai dato.′′

(Web)
Atmosfere del passato

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Così come sono …

Io non mi curo mai di quello che sembro, di come gli altri mi vedono.
Sono così, come la mia vita, le mie speranze, le mie delusioni,
le mie gioie e le mie infelicità mi hanno fatta.
Lo sono senza riserve e senza ipocrisie.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Ogni istante è unico….

Un giorno ti guarderai allo specchio e ti accorgerai di quei capelli bianchi e di quelle rughe sempre più marcate.

Un giorno ti guarderai allo specchio e ti chiederai dove è finita la tua giovinezza e ti domanderai “come è possibile che sia già quasi finita?”.

Un giorno ti guarderai allo specchio e ripenserai a tutti i momenti migliori e peggiori passati, sarai avvolta dai rimpianti e forse da qualche rimorso. Penserai a ciò che hai fatto di buono e a quello che avresti potuto fare in modo migliore, ai sogni realizzati e ai sogni mai raggiunti, alle persone che non ha mai più rivisto per uno stupida presa di posizione, alle persone che hai amato e a quelle che se ne sono andate.

Un giorno ti guarderai allo specchio e penserai ai nonni che da piccolo vedevi sempre vecchi e ti ricorderai di quando credevi che la vecchiaia fosse una cosa esclusiva dei nonni: “io sarò bambino per sempre” pensavi.

Un giorno ti guarderai allo specchio e pregherai di avere ancora altro tempo, pregherai per la felicità dei tuoi figli e dei tuoi nipoti.

Un giorno ti guarderai allo specchio e saprai che di tempo ne è rimasto poco e farai di tutto per non sprecare nemmeno un attimo di quel tempo residuo o forse ti limiterai ad aspettare, cercando di tenere lontana la paura.

Oggi non sai quando quel giorno arriverà e se sarai abbastanza fortunato da poterti vedere in quello specchio. Quindi l’unica cosa che puoi fare è guardarti allo specchio adesso e dirti :”io voglio vivere”. Vivi adesso, vivi il tuo tempo, i tuoi spazi, i tuoi affetti, vivi ogni cosa e ama.

Non si torna indietro, ogni istante è unico….

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Ti amo mamma…

…E arriva un giorno in cui
Parli come lei,
cucini come lei,
rimproveri come lei,
canti come lei,
insegni come lei,
balli come lei,
scrivi come lei,
piangi come lei. .
… E arriva un giorno in cui quelle scarpe enormi che hai provato tanto ti stanno bene, e puoi percorrere la sua impronta. .
E con ogni passo capisci tutto quello che hai sempre criticato. .
…. E arriva un giorno in cui capisci i limiti, le sfide, le arrabbiature, le preoccupazioni, le paure. .
… E arriva un giorno in cui apprezzi che è stata lì, accompagnandoti da vicino, proteggendo, sorvegliando. .
… E arriva un giorno in cui apprezzi i suoi sacrifici, il suo tempo.
…E arriva un giorno in cui ti guardi allo specchio e la vedi. Perché per qualche mese siamo stati dentro di lei ma lei rimarrà sempre dentro di noi “. ❤️❤️.
TI AMO MAMMA…. GRAZIE DI TUTTO.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Cosa vuol dire essere cristiani …

Oggi durante la messa mi hanno molto colpito le parole della prima lettura del profeta Isaia: “Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.
Siamo divenuti tutti come una cosa impura,
e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia; tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento. Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te”
A questo si è aggiunta la lettura di alcuni post di commento al fatto di anticipare la messa di Natale del tenore: “E se vogliamo dire tutta la verità….Il Signore Gesù è nato una volta sola è morto ed è pure risorto dove siede alla destra del Padre . Xké ogni anno lo dobbiamo riportare piccolo e farlo nascere x poi farlo rimorire. Xke dobbiamo fare nascere e morire ogni anno????? “
Ho copiato integralmente…
Mi fa tristezza non quello che dice il ministro Boccia, ma quello che pensano, scrivono e dicono coloro che si professano cristiani che non sanno più cosa sia la fede, cosa costituiscono e rappresentano i sacramenti, le ricorrenze e le date di certi avvenimenti che scandiscono l’anno liturgico per ravvivare la fede, per farci ricordare e riflettere. Non dico che costoro sconoscono la teologia, ma hanno dimenticato le pur minime nozioni di religione apprese al catechismo.
Per questi soggetti essere cristiani, buddisti, mussulmani, atei è la stessa cosa.
Oggi la maggioranza delle persone si crea una religione di comodo, un Dio proprio che gli permetta di fare il bene che preferiscono e non gli dica nulla se praticano il male che desiderano.
Questa religione di oggi poi non deve essere apertamente professata, perchè fa vergognare, non permette di accettare atteggiamenti e pensieri oggi di moda e mette all’indice e al pubblico ludibrio chi la professa.
Cosa piace oggi?
Un Dio inventato.
Un Dio a convenienza.
Un Dio personale.
Un Dio che apprezzi l’uomo quando si impegna a fatica in sacrifici che però gli diano soddisfazione.
Un Dio che permetta di non impegnare affatto l’essere umano in quelle norme religiose e morali che sono un po’ fastidiose.
Alla fine l’uomo che fa?
Si crea un Dio egoistico, individuale.
Quest’uomo neo umanista identifica questo Dio in un timbro di una vaga religione che piace…per esempio: il Cristianesimo.
Si è ribaltata la creazione, non è più l’uomo ad immagine e somiglianza di Dio, ma si crea un Dio che ubbidisca alle leggi e ai capricci terreni, perchè tanto poi arriva la “divina misericordia”
L’uomo moderno diventa esso stesso Dio

Il Vocabolario riferisce:
CRISTIANO SIGNIFICA di Cristo; della sua dottrina e religione che è conforme all’insegnamento e alla legge di Cristo.
Essere Cristiani, significa forse dire di far parte di una delle tantissime religioni che credono in un unico Dio?
Essere Cristiani, significa forse seguire una tradizione religiosa che abbiamo imparato sin da piccoli?
Oppure significa rivolgersi con Amore al nostro caro Dio per apprezzare ciò che Lui ci esprime nell’unico libro ispirato che ci ha lasciato: la Sacra Bibbia?
Oppure significa rivolgersi con Amore al nostro caro Dio perchè, amando immensamente l’uomo, ci ha dato il dono di suo figlio, Gesù Cristo, per salvarci attraverso la sua nascita e la sua morte da vero uomo e vero Dio e che possiamo ricordare con la lettura dei Vangeli?
Oggi conosciamo Cristo esclusivamente come vaga idea e non facciamo nessuno sforzo per conoscerlo ed incontrarlo veramente.
Non si può essere cristiani e non essere figliuoli di Dio perché le due definizioni si equivalgono.
Tutti dovremmo fermarci un po’, scrollarci di dosso quella superficialità perenne che ci attanaglia e approfittare del Natale per riflettere e osservare la propria vita.
Ricordare quella nascita non è preparare il presepe, agghindare case e vetrine con luminarie.
Ricordare ogni anno quella nascita è fondamentale per fare scendere dal piedistallo quell’uomo che si è posto su un altare e pensa di essere lui un dio immortale ed onnipotente che può agire a proprio piacimento.
Ricordare ogni anno quella nascita è fondamentale anche partecipando insieme alla santa Messa.
L’evangelista Marco, nel vangelo di oggi, ci ammonisce:
“Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate.
Lc 21,12-19
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Oggi, non domani …

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La donna…

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Mai più…. Andrà tutto bene … e siamo ripiombati nel terrore…

(✏️ Massimo Gramellini, “Com’eravamo”)

Eravamo usciti di casa ai primi di maggio, pieni di rimorso per i focolai negli ospedali e nelle case di riposo, in primis il Pio Albergo Trivulzio trasformato in una trappola per anziani.

E ci avevano garantito: mai più.

Quasi sei mesi dopo, nell’Albergo sempre meno pio si contano di nuovo decine di positivi, mentre il reparto cardiologia del Sacco di Milano dovrà essere disinfestato a causa di un ingorgo di contagi che coinvolge medici e infermieri.

Allora, ricorderete, ci spiegarono che ad averci sigillato tra le mura domestiche, con danni irreparabili per il portafogli e la psiche di molti, era stata la necessità di non ingolfare gli scarni reparti di terapia intensiva.

Ci avevano detto: mai più.

Adesso ci informano che il secondo lockdown potrebbe scattare proprio perché di terapie intensive, rispetto a quelle promesse, ne mancano almeno duemila.

In primavera si ragionava sulla riapertura autunnale delle scuole, raccomandando di potenziare i trasporti per non creare focolai a quattro ruote.

Ebbene, l’altro ieri la società che si occupa degli autobus romani ha pubblicato il bando per potenziare la sua flotta. Ma non potevano farlo a maggio, quel bando? No, non potevano. Altrimenti sarebbero stati svedesi.

E sorvolo sullo scandalo dei vaccini dell’influenza introvabili e delle code sovietiche per un tampone. Se ci richiuderemo in casa, non sarà solo perché il Covid è cattivo e noi indisciplinati, ma perché chi ci governa e amministra si è dimostrato incapace di farlo.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Rammendare… non dimentichiamolo

Ieri stavo cucendo un bottone di una camicia.
Il mio pensiero è andato a mia madre, a mia nonna che guardavo curiosa quando provvedevano alle faccende di casa: cucinare, amministrare la casa, rammendare gli indumenti che indossavamo. E loro mi dicevano : “Vieni qua, che devi imparare a fare tutto. Altrimenti che farai quando non ci saremo più? Butterai le cose perché non saprai aggiustarle? Ricordatelo sempre. ” E mia mamma, pur lavorando, non sedeva a riposarsi quando tornava a casa, forte degli insegnamenti di mia nonna, sapeva fare tutto.
Le guardavo ed imparavo.
Guardavo mia nonna con il suo ditale, la sua immancabile scatola di legno che aveva da quando sono nata, piena di cose per cucire e rammendare.
Guardavo e cercavo di imparare a infilare il filo nella cruna dell’ago.
Guardavo e in piedi sulla sedia accostata al lavello, insieme alla mamma, cercavo di lavare i piatti.
Guardavo e cercavo di lavare il pavimento e sembrava che sul quel pavimento fosse passato un esercito di lumache.
Loro venivano da una generazione che cuciva i buchi ai calzini invece di buttarli. Quella generazione in cui si cambiava l’elastico alle mutande e dagli avanzi di un tessuto per lenzuola, si creavano camicette fresche, per i più piccoli.
Nulla si buttava, nulla veniva sprecato.
E penso a tutte le volte che, le donne di casa, e non era nè dispregiativo, nè politicamente scorretto, definirle così, nè sminuiva il loro valore all’interno della famiglia, anzi, mi hanno insegnato il valore del rammendare invece del buttare.
Penso a tutte le volte che hanno ricucito e rammendato, anche metaforicamente, durante la loro vita.
Hanno ragione loro, con il loro ditale, con la loro valorosa pazienza.
Ha ragione quella generazione che dava valore alle cose e alle persone.
Se ancora ne abbiamo, sediamoci accanto alle nostre nonne e facciamoci insegnare a ricucire i rapporti, a rammendare il cuore e a ricamare nuovamente il valore della vita.
Rammendare…. Non lo dimentichiamo.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Grazie papà… Nec Recisa Recedit…

Il corpo della Finanza, la tua vita.
Ti sei arruolato appena maggiorenne.
Le motovedette su cui facevi servizio h 24 la tua casa.
La tua, una vita di sacrifici e di rinunce, al servizio della Patria, al servizio della Giustizia e della Legalità.
Oggi rimbalza su tutti i media e sui social la notizia della “Battaglia” a largo di Lampedusa, in cui una unità navale della Guardia di Finanza ha intimato l’alt ad un peschereccio tunisino, che non si è fermato ed ha speronato una motovedetta durante la tentata fuga.
Il mio pensiero è andato subito a te che su quelle imbarcazioni rischiavi la vita, al servizio di tutti, per la legalità.
Ti ricordo poco nella tua giovinezza con abiti civili, indossavi sempre con orgoglio quella divisa blu d’inverno e brillantemente bianca d’estate, in testa il berretto con la fiamma, e tu ne eri fiero.
“Nec Recisa Recedit” che in italiano è “Neanche Spezzata Retrocede”, motto delle Fiamme Gialle, ma anche motto tuo.
Ricordo da bambina, quando ancora non c’erano in casa nè telefoni nè cellulari, quel suono prolungato al campanello del portone dei tuoi colleghi che di notte e di giorno, anche quando non eri in servizio, venivano a chiamarti, ti prelevavano per un imbarco urgente all’inseguimento dei contrabbandieri. Non c’era notte e non c’era giorno, non c’era bel tempo e non c’era tempesta, non c’era sole e non c’era bufera che potessero impedirti di andare a compiere il tuo dovere.
Altri tempi…. tempi in cui la Patria non era qualcosa di cui vergognarsi, non era un ideale astratto, ma un esempio di vita e un valore morale, una idea per cui vivere e morire.
Grazie papà

30 settembre 2020

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento