Io odio la morte

Io odio la Morte. L’aborro più della sofferenza, più della perfidia, della cretineria, di tutto ciò che rovina il miracolo e la gioia d’essere nati. Mi ripugna guardarla, toccarla, annusarla, e non la capisco. Voglio dire: non so rassegnarmi alla sua inevitabilità, la sua legittimità, la sua logica. Non so arrendermi al fatto che per vivere si debba morire, che vivere e morire siano due aspetti della medesima realtà, l’uno necessario all’altro, l’uno conseguenza dell’altro. Non so piegarmi all’idea che la Vita sia un viaggio verso la Morte e nascere una condanna a morte. Eppure l’accetto. Mi inchino al suo potere illimitato e accesa da un cupo interesse la studio, la analizzo, la stuzzico. Spinta da un tetro rispetto la corteggio, la sfido, la canto, e nei momenti di troppo dolore la invoco. Le chiedo di liberarmi dalla fatica d’esistere, la chiamo il regalo dei regali, il farmaco che cura ogni male. Tra me e lei c’è un legame fosco e ambiguo, insomma. Un’intesa equivoca e buia.

Oriana Fallaci

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Chi ha tempo non aspetti tempo

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Lettera d’amore

“Buon compleanno principessa,

Diventiamo vecchi e ci siamo abituati a stare insieme. Ci leggiamo nella mente, pensiamo allo stesso modo. Sappiamo cosa ciascuno vuole dall’altro senza neanche chiedere. Talvolta ci irritiamo a vicenda. Forse qualche volta ci diamo per scontati. Ma una volta ogni tanto, come oggi, penso a tutto ciò e realizzo quanto io sia fortunato a condividere la mia vita con la donna più meravigliosa che abbia mai incontrato. Tu mi mi spingi a dare sempre il meglio di me. Sei l’oggetto del mio desiderio, sei la prima ragione sulla terra della mia esistenza. Ti amo tanto.

Buon compleanno principessa.

John

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Questa lettera d’amore scritta da Johnny Cash, chitarrista e attore statunitense, alla moglie June Carter Cash è stata eletta come la più bella di tutti i tempi. Lo scritto è datato 1994 e fu realizzato in occasione del 65° compleanno di June. All’interno della lettera emerge tutto l’amore provato dal cantante per la donna che sposò nel 1968.

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Poi ti abitui sai …

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Consumiamo i nostri giorni belli senza badarvi – Arthur Schopenhauer –

ARTHUR SCHOPENHAUER, Parerga e paralipomena, 1851.

Invece di essere sempre ed esclusivamente preoccupati per i progetti e i pensieri dell’avvenire, o per contro di abbandonarci alla nostalgia del passato, non dovremmo mai dimenticare che il presente è l’unica cosa reale e l’unica certa. […] Noi consumiamo i nostri giorni belli, senza badarvi, e soltanto quando giungono quelli brutti, desideriamo di riaverli. Lasciamo passare dinanzi a noi, senza goderle, e con volto infastidito, migliaia di ore serene e piacevoli, per poi sospirarle con vana nostalgia, quando giungono i tempi foschi.

In luogo di tutto ciò dovremmo tenere in onore ogni presente sopportabile, anche quello banale, che lasciamo ora trascorrere con tanta indifferenza e cerchiamo anzi di affrettare impazienti, e dovremmo tener per fermo che questo presente sta appunto ora avviandosi a quella apoteosi del passato, dove continuerà a essere conservato dalla memoria nell’alone di luce dell’immortalità, per presentarsi poi come un oggetto della nostra intima nostalgia, quando la memoria un giorno, soprattutto nell’ora cattiva, solleverà il sipario. […]

Talvolta noi crediamo di sentire la nostalgia di un luogo lontano, mentre in verità abbiamo nostalgia del tempo che laggiù abbiamo trascorso, quando eravamo più giovani e più freschi. In tal caso il tempo ci inganna, prendendo la maschera dello spazio. Se noi viaggiamo verso quel luogo potremo convincerci dell’inganno.

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Cambia la vita dopo la morte dei genitori

Come cambia la vita quando perdiamo i genitori.

E’ davvero insopportabile.

Prima eravamo al loro fianco…. e un attimo dopo non lo siamo più.

Siamo persi nella nebbia, non c’è più nessuno che ci conduca per mano, a cui possiamo chiedere un consiglio.

Il dolore è sempre lo stesso, sia che la perdita avvenga da adolescenti, da uomini e donne fatte, da adulti.

La loro scomparsa ci costringe a fermarci, a far ripartire la nostra vita anche quando non vorremmo perchè il dolore è troppo grande.

Non siamo mai pronti ad affrontare la loro perdita.

Per superarla dovremmo essere in grado di capirla. Ma la morte, anche se ci sostiene la fede, è sempre incomprensibile. E’ il più inevitabile e grande dei misteri della vita.

La morte non avverte. Tutto è un attimo e quell’attimo è determinante, categorico, irreversibile.

All’improvviso tutte le esperienze vissute in loro compagnia, sia quelle belle che quelle brutte, scompaiono e restano intrappolate nei ricordi.

Il ciclo è compiuto, è arrivato il momento di dire addio.

Godiamoci i genitori, non sarà per sempre.

Nel momento in cui li perderemo ci sentiremo orfani, abbandonati.

La loro morte è diversa dalle altre.

Rimangono sempre in ognuno di noi i sensi di colpa irrisolti per piccoli litigi, per le carezze e gli abbracci non dati, per sapere in fondo al nostro cuore che potevamo fare di più per far loro capire quanto infinitamente li amavamo.

Anche se siamo autonomi ed indipendenti, quando non ci sono più, ne sentiamo la mancanza per il mai più di quella protezione e di quel sostegno che li hanno sempre resi presenti nella nostra vita.

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Buonanotte a te ♥️

Vieni qui, amore, dammi la mano. Sai che quando sto male, qualche volta, ho bisogno di guardare il cielo, in silenzio, di guardare le stelle.Ti va di guardarle con me?
Vieni, amore, senti questa cosa: è tutta la vita che cerco di essere uno che ce l’ha fatta, e sai cosa ho scoperto? Che nessuno ce la fa senza qualcun altro che gli prenda la mano…
Vieni, siediti qui, accanto a me, amore, su questi scalini, c’è spazio per due, che nella mia vita, senza di te, c’è un vuoto, un posto libero, un buco. Un senso di solitudine che mi spacca il cuore.
Vieni qui tra le mie braccia, amore mio, che in due il dolore fa meno male, che insieme possiamo affrontare tutto, che il mondo, quando sei fra le mie braccia, pesa meno, e il futuro è più sicuro.
E la luna, amore, la luna, quando siamo insieme, illumina tutto in modo un po’ più bello. E fa sembrare tutto un po’ più magico…
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Tratto da “Buonanotte a te” ❤
Di Roberto Emanuelli

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