Amicizia – Jorge Luis Borges

Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
Però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,
Però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
Solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cadi.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,
Solamente posso volerti come sei ed essere tua amica.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico in quel momento sei apparso tu…
Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine della lista,
Non sei ne il numero 1 né il numero finale
e tanto meno ho la pretesa
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista
Basta che mi vuoi come amica:
non sono gran cosa,
però sono tutto quello che posso essere.

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È il momento di andare. Albeggia. Ricomincia una nuova giornata 

Lavoro da quando sono venuta al mondo, sì perché lavorare non vuol dire solo uscire per guadagnarsi lo stipendio a fine mese. Vuol dire cominciare ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti della vita. Figlia di genitori che lavoravano mi sono da subito dovuta assumere le mie responsabilità nei confronti di chi pensava a me nella prima infanzia, i miei nonni. E allora dall’età di 3 anni sveglia presto, asilo e scuola  full time, per non pesare troppo sulla vita di tutti. Silenzio e dignità per non dispiacere e deludere nessuno. Sempre soldatino che ha ingoiato le lacrime per non ferire i miei amori assoluti. Poi le elementari, medie, superiori, università.  Tutti sempre contenti di me. Tutti hanno sempre contato sulla mia silenziosa e discreta, ma immancabile disponibilità.  Eroina, no, normale. Sempre pronta a fare un passo indietro, sempre pronta anche contro me stessa a difendere la verità.  È buio, sono sola e mi vengono in mente le parole della canzone di De André, quando si nasce si nasce soli, quando  si muore si muore soli. Cosa è la vecchiaia? É quando ti aggrediscono questi pensieri, quando ti senti sola, senti il gelo dentro. Quando ripensi alle parole di nonna dopo che ti eri fatta male e volevi piangere e gridare per il dolore come tutti i bambini, nella normalità, che ti diceva:- non piangere che il nonno sta male (aveva l’angina pectoris), non piangere che la mamma ed il papà sono lontani a lavoro e si dispiacciono.  E le lacrime tornavano indietro.  E nella mia vita, sempre le lacrime sono tornate indietro. È il momento di andare. Albeggia. Ricomincia una nuova giornata

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Inno all’amore – San Paolo

Il famoso Inno all’amore tratto dalla Prima Lettera ai Corinti:

“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, 
ma non avessi l’amore, 
sono come un bronzo che risuona 
o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia 
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, 
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, 
ma non avessi l’amore, 
non sarei nulla. 
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze 
e dessi il mio corpo per esser bruciato, 
ma non avessi l’amore, 
niente mi gioverebbe. 
L’amore è paziente, 
è benigno l’amore; 
non è invidioso l’amore, 
non si vanta, 
non si gonfia, 
non manca di rispetto, 
non cerca il suo interesse, 
non si adira, 
non tiene conto del male ricevuto, 
non gode dell’ingiustizia, 
ma si compiace della verità. 
Tutto copre, 
tutto crede, 
tutto spera, 
tutto sopporta. 
L’amore non avrà mai fine”.

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La Costituzione compie 70 anni

Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. 

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art.7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1]
Art. 8
 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. 
Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 10
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici. 
Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

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Il giorno più bello 

Riflettiamo su queste belle parole di Madre Teresa di Calcutta

Il giorno più bello? Oggi

L’ostacolo più grande? La paura

La cosa più facile? Sbagliarsi

L’errore più grande Rinunciare

La radice di tutti i mali? L’egoismo

La distrazione migliore? Il lavoro

La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento

I migliori professionisti? I bambini

Il primo bisogno? Comunicare

La felicità più grande? Essere utili agli altri

Il mistero più grande? La morte

Il difetto peggiore? Il malumore

La persona più pericolosa? Quella che mente

Il sentimento più brutto? Il rancore

Il regalo più bello? Il perdono

Quello indispensabile? La famiglia

La rotta migliore? La via giusta

La sensazione più piacevole? La pace interiore

L’accoglienza migliore? Il sorriso

La miglior medicina? L’ottimismo

La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto

La forza più grande? La fede

La cosa più bella del mondo? L’amore.

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Figlia Unica

Io sono figlia unica.
Tra i luoghi comuni più correnti, quello principe è quello che sempre il figlio unico è “viziato”, è sprezzante nei confronti del prossimo, è abile a condizionare gli umori dei suoi familiari soprattutto adulti, non ama avere amicizie troppo intime, odia fare brutte figure che ne scalfiscano l’amor proprio, è possessivo e manipolatore, è incapace di superare le difficoltà della vita, e via dicendo.
Proverò a farmi un esame di coscienza ed analizzare quali di queste caratteristiche mi appartengono e quali no.
Sono viziata? Se vuol dire che ho avuto molto, in senso materiale, non lo posso negare. Da piccola non mi sono mai mancati cibo, che non amavo particolarmente, vestiti comprati nei migliori negozi,  giocattoli, ma nulla di superfluo e mai con eccessiva facilità.  Nell’adolescenza avrei potuto avere in tasca i soldi necessari per uscire, ma non li ho mai voluti e poi uscire dalla gabbia dorata che era la mia casa non era semplice. Mi sono potuta permettere di fare l’università pensando solo a studiare ed ho avuto degli appoggi quando ho iniziato a lavorare. Ma tra avere queste cose e non comprenderne il valore, ce ne passa. E ce ne passa tra avere dei privilegi e non saperli riconoscere. Ho sempre ritenuto di dover approfittare delle possibilità che avevo e ne ho tratto dei risultati: avere delle opportunità non è una colpa, la colpa è mandarle sprecate, e mi sembra di non averlo fatto.

Forse, in quanto figlia unica, sono stata “viziata” di attenzioni e questo può anche non tradursi in un vantaggio: avere una mamma ed un papà sempre presenti solo per me, ha significato avere il loro fiato sempre sul collo, cosa piacevole, ma anche stressante. Per loro il non farmi venire su viziata è stata un’autentica missione, e questo mi ha fatto patire non poco per ogni consenso ed ogni soddisfazione, trattando come dovuti i miei risultati e non dando nulla per scontato o dovuto.
Timida sicuro da sembrare altezzosa, ma non ho mai guardato nessuno con superiorità o disprezzo, anzi, ho grande, spesso esagerato rispetto per tutti.

Mi piace relazionarmi con ogni tipo di persona: del resto ho un lavoro per il quale devo trattare con persone di ogni genere e mi è spesso riconosciuto il pregio di mettere ciascuno a proprio agio.

Amo anche stare sola con me stessa, stare in famiglia, privilegiare i miei veri affetti, quelli familiari.

Non sono mai stata una bambina capricciosa. Forse perchè non mi serviva troppo far capricci. Certo, come ogni figlio, il modo per scardinare qualche resistenza dei miei genitori l’ho dovuto trovare. Semmai il problema è stato quello di trovarlo tutto da sola. In questo l’età critica è quella dell’adolescenza: sicuramente si sente la mancanza di un alleato, quando si contrappongono le resistenze familiari al desiderio di affermazione e di indipendenza. Trovarsi però a dover risolvere questo problema di relazione con i genitori, che tutti attraversano in quell’età, non mi ha mai procurato un senso di solitudine.

La solitudine mi ha reso autosufficiente. Nulla, o quasi, mi spaventa. Se non ho mai fatto una cosa mi cimento e cerco di farla al meglio anche se qualche volta non raggiungo gli obiettivi voluti. 
Sono contraddittoria perché da un lato non amo le amicizie troppo strette, mi sembra di mettere a nudo qualcosa di me, di veramente intimo e non sono abituata. E di contro ho desiderio e bisogno di amicizie.

Il figlio unico ha il privilegio di scegliersi le sue amicizie e di eleggerne alcune a rapporti fraterni: in un certo senso può scegliersi i fratelli e le sorelle! Ma la cerchia è ristretta, riservata a pochi privilegiati.
Il vero limite del figlio unico, e questo è maledettamente vero, è  proprio quello che esiste una forma di affetto, di conflitto e di rapporto che non potrà mai sperimentare. E di questo posso dire di avere sofferto in diverse età della mia vita. Ma proprio per questo mi sono rifugiata nella famiglia,  mio padre e mia madre erano rocce sicure, esempi di vita e di moralità  da imitare.  Stimolo alla mia crescita. Essere figlio unico vuol dire non recidere mai il cordone ombelicale, sapere che c’è un porto sicuro dove approdare nelle tempeste.

Sicuramente avevo bisogno  di un piccolo nucleo di amici intimi, tali da surrogare in qualche modo fratelli e sorelle. Nella mia infanzia i fratelli e le sorelle sono stati i miei cugini, ma ti accorgi nel tempo, quando cresci, che comunque non sono fratelli.

Questo poteva rendermi più fragile ed esposta, ma nel mio caso posso dire di aver avuto fortuna, di essermi fortificata.
Sul tema del sopportare poco le brutte figure o tutto quello che faccia traballare l’amor proprio… mea culpa! Sono permalosa. Ma siamo sicuri che dipenda dal fatto che sono figlia unica? Potrei essere permalosa di carattere.
Sulla possessività per le cose e per le persone, non posso difendermi. La mia gelosia però è sporadica e rara, ragionata e razionale: deve essere proprio ben risvegliata per affacciarsi.
Manipolatrice? No di sicuro! Mi manca la vocazione alla sopraffazione, rispetto troppo gli altri, retaggio del carattere di papà e di una troppo inculcata educazione e rispetto verso il prossimo e la non violenza. Sopporto talmente ogni situazione in cui le cose non vanno come le avevo previste o volute che mi tocca quasi la vocazione al martirio e la palma della sopportazione. Resilienza è la parola chiave. L’importante è non fare vedere il dolore, ricacciare indietro le lacrime, non dare troppo nell’occhio!

Questo fa sembrare a chi mi guarda con superficialità che sono impenetrabile, a volte fredda, altezzosa, questo forse collima con il clichè della persona viziata!

In conclusione, nelle varie difficoltà, me la sono sempre cavata da sola proprio perchè figlia unica ho dovuto sempre trovare dentro di me le risorse.

Ma la solitudine non l’ho mai affrontata con sofferenza.
Un figlio unico può crescere bene come chiunque altro, solido ed indipendente.

La mancanza di fratelli e sorelle è sicuramente una carenza, ma non un’incompletezza della persona.

Volente o nolente, il fatto di essere figlia unica,  ho dovuto farla diventare una risorsa. Non mi è mai piaciuto piangermi addosso o chiedere aiuto. Muoio, ma faccio da me.

…..E poi quando si nasce si nasce soli e quando si muore si muore soli

P.S. chissà perché gelosa come sono dei miei sentimenti, delle mie debolezze, delle mie passioni, ho trovato il coraggio e la voglia di parlare di me. Sarà che sono in quella fase che volge al tramonto della mia vita, in cui si sente la necessità di fare qualche bilancio ad alta voce

25.08.2017

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 “Sant’Agostino, Discorso sull’amore”   L’Amore è tutto 

L’amore è tutto (S. Agostino)

Se tacete, tacete per amore.

Se parlate, parlate per amore.

Se correggete, correggete per amore.

Se perdonate, perdonate per amore.

Sia sempre in voi la radice dell’amore,

perché solo da questa radice può scaturire l’amore.

 Amate, e fate ciò che volete.

 L’amore nelle avversità sopporta,

 nelle prosperità si modera,

 nelle sofferenze è forte,

 nelle opere buone è ilare,

 nelle tentazioni è sicuro,

 nell’ospitalità generoso,

 tra i veri fratelli lieto,

 tra i falsi paziente.

 E’ l’anima dei libri sacri,

 è virtù della profezia,

 è salvezza dei misteri,

 è forza della scienza,

 è frutto della fede,

 è ricchezza dei poveri,

 è vita di chi muore.

 L’amore è tutto.

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