IL CULTO DEI MORTI

Il culto dei morti è nato con l’uomo. Di fronte alla morte dovevano cessare gli odi, le vendette e le inimicizie: era doverosa una onorata sepoltura. Non si può misconoscere il profondo significato di questa antichissima usanza ricca di fede e di speranza nella vita futura. Oggi,  la festa dei morti viene soppiantata e sostituita dalla più commerciale festa di Halloween che si diffonde sempre più e trova specie da parte delle nuove generazioni grazie ad un martellante tam tam da parte dei media. Noi bambini  aspettavamo i regali che nel primo mattino del giorno 2 Novembre i nostri cari defunti ci facevano trovare, e,bada bene, erano giochini da poco, ma quei regali  assumevano il valore prezioso della sorpresa e del mistero. Più spesso i bambini siciliani trovavano  i frutti di martorana o quei particolari biscotti chiamati  ossa di morto e la frutta secca. I bambini dovevano lasciare la sera precendente la tavola apparecchiata con almeno pane ed acqua per i loro cari defunti che la notte sarebbero venuti a trovarli. Tutto senza paura, senza gusto del macabro, ma nel rispetto dei valori della vita e della morte. Quel ruolo educativo che, più o meno coscientemente, prima rivestiva tale festa per i bambini e per gli adulti è stato oggi sovvertito. Il culto dei morti, nel senso di rispetto ed amore per coloro i quali, pur essendo scomparsi sono ancora presenti nelle loro famiglie con manifestazioni tangibili di affetto (per i bimbi rappresentate dai doni), non esiste più. Nella odierna Halloween proposta a bambini, giovani ed adulti, troviamo piuttosto il sapore di un carnevale un po’ più tetro, con maschere che esaltando il senso della paura mirano ad esorcizzarla. E così, al posto della coloratissima frutta martorana,  oggi nelle bancarelle campeggiano numerose zucche forate, grandi e piccole, tutte arancioni. Halloween risale al Samhain che segnava l’inizio del nuovo anno celtico. I Celti festeggiavano infatti l’inizio dell’anno nuovo il primo Novembre, in corrispondenza dell’inizio dell’inverno e credevano che in quella notte, le anime dei morti lasciassero le loro tombe per fare ritorno nelle loro dimore terrene. Questa ricorrenza pervenne poi in America e da lì è rimbalza nell’Italia esterofila. Manteniamo le tradizioni che ci sono state tramandate, non solo perché appartengono alla nostra cultura, ma anche semplicemente perché sono belle, poetiche e al tempo stesso divertenti.

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