Messina ferita a morte ancora una volta

Gli eventi naturali agisco anche sulla nostra psiche e ci producono particolari stati d’animo.
Ebbene in questo momento oltre ad avere la sofferenza nel cuore per le ferite e i danni dovute ai morti e alle devastazioni prodotti dal nubifragio di giorno 2 ottobre 2009, mi sento frustrata. Vorrei gridare tutta la mia rabbia, il mio dolore, la mia impotenza e mi sento come colui che è legato alla roccia con grosse catene di ferro e grida nel vuoto la sua disperazione.
Una tragedia ha colpito la mia Terra, e in TV con grande indifferenza continuano a trasmettere programmi musicali e gossip, si ride, si canta e si balla, come se nulla fosse successo.
Terra disgraziata, amara e dimenticata.
Ed oggi che la notizia inevitabilmente trova un qualche risalto  si parla del Ponte sullo Stretto che è inutile visto che il territorio è dissestato invece di pensare a cosa fare per alleviare lutto e dolore, per ricominciare…
Ma vi rendete conto che mentre le FS nel Sud ed a Messina in particolare stanno dismettendo tutto, licenziando oltre 3000mila lavoratori, che mentre non si potranno prendere i cosiddetti treni a lunga percorrenza che dalla Sicilia collegavano il Nord Italia, la rete ferrovia del Nord collega Milano-Venezia in 2 ore e 20 minuti, Milano-Napoli in 6 ore e 12 minti, Bologna- Naopli 4 ore e 26 minuti, Firenze-Napoli 3 ore e 19 minuti, Milano-Genova 1 ora e 10 minuti, e addirittura dal 14 dicembre 2009 Milano-Bologna 65 minuti, Roma-Milano 3 ore e 30 minuti e addiruttura Milano-Napoli 4 ore e 50 minuti, Milano-Torino e Firenze- Milano 1 ore. Il tutto su vagoni di grande confort e dalle soluzioni avvenieristiche. Basta questo per capire che l’Italia non è affatto una ed indivisibile, che si viaggia a due velocità, che in questo Paese invece della solidarietà si fa tutto per interesse, arroganza e potere.
Qui in questa Terra dimenticata si viaggia ancora su carrozzoni infestati da pulci ed insetti e tra poco non ci saranno più neanche quelli. Provate a prendere il treno a Messina e ad andare verso Siracusa, Trapani, Bari,… salutatevi con amici e parenti perchè non sapete quando arrivate e tutto tra disagi materiali e psicologici.
E le strade …. non parliamone. Dalle Autostrade, per cui paghiamo un salato pedaggio, alle provinciali, alle comunali, regie trazzere comprese, tutto è nel più assoluto degrado ed abbandono.
Ma tanto noi siamo la Terra del sole del mare, del clima mite e del cileo azzurro, dell’eterna primavera,  delle fantastiche isole: c’è Panarea dove i Vip attraccano i loro Yacht, ma venendo dal mare non vedono quello che c’è sulla terra ferma, dove c’è Stromboli dove anche il Presidente della Repubblica trascorre parte delle sue vacanze, dove c’è Salina dove tanti Vip della cultura e dello spettacolo hanno casa che aprono 15 giorni l’anno.
Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui abbiamo dato il ‘la’….
"Il sonno, …, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare,
 ….i Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti: la loro vanità è più forte della loro miseria;
. ….La Sicilia ha voluto dormire, a dispetto delle loro invocazioni; perché avrebbe dovuto ascoltarli se è ricca, se è saggia, se è onesta, se è da tutti ammirata e invidiata, se è perfetta, in una parola? ….
Questo scriveva  Tomasi di Lampedusa nel sommo romanzo Il Gattoaprdo, in maniera sincera ed impetosa. E’ questo che siamo, è vero, ma basta
Basta!
Smettiamo di essere ciechi , inutilmente fieri, non diamo i nostri voti a chi ci promette un posto che poi non arriva, anzi fa di tutto per non fare crescere economicamente la nostra Terra per tenerci sottomessi e pietire. Basta con il proteggere la Mafia che si è sostituita allo Stato. Se si creano i posti di lavoro non dobbiamo chiedere ciò che ci spetta secondo quanto scritto nella Costituzione di quella Italia della quale bene o male facciamo ancora parte (art 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto).
Non allunghiamo la mano per chiedere elemosine. 
Non diamo la nostra fuducia a chi non la merita dobbiamo trovare da noi stessi le ragioni e la forza per reagire.
 
Adesso diranno che aspettiamo gli aiuti e non facciamo nulla per seppelire i nostri morti e rimboccarci le maniche …. e mentre scrivo (sono ancora le 12,00 AM)  fuori il cielo si sta rabbuiando e ricomcincia a piovere………………
 
La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi. (Indro Montanelli);
 
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