Per la celebrazione dei 150 dell’Unità d’Italia, Napolitano bacchetta il governo

 

Roma, 19-08-2009

"Attendo una risposta ormai improrogabile dal governo affinché chiarisca i suoi intendimenti e i programmi in vista del nostro anniversario". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un colloquio pubblicato con la Stampa, sollecita il governo a rompere gli indugi sulle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia.

"Se ho scritto una lettera – sottolinea il capo dello Stato alludendo a una lettera riservata inviata al governo qualche settimana fa – e’ per avere una risposta. Ormai siamo a fine agosto, la scadenza comincia a non essere lontana e se in autunno non si stringe… a quel punto saremo arrivati alla fine del 2009, e quindi occorrera’ fare tutto nel 2010 perche’ gli eventi possano regolarmente aver luogo l’anno dopo. I tempi sono molto stretti…".

Al prossimo prossimo consiglio dei ministri peraltro il responsabile della Cultura Sandro Bondi dovrebbe illustrare il programma delle celebrazioni, "magari interverrò allora – dice Napolitano – sulla base di quello che verrà o non verrà fuori".

Quanto alle recenti polemiche su tricolore, dialetti e inno nazionale, il capo dello Stato si astiene al momento dall’intervenire: "Non e’ questione che si possa affrontare con una battuta. Ci sto riflettendo… Del resto il rovescio della medaglia in questione è la situazione del Mezzogiorno e lo stato di estremo disagio in cui versano le nostre regioni meridionali".

 

Borghezio: spesa inutile
I 150 anni dell’Unita’ d’Italia "sono un’ottima occasione per segnare una discontinuita’ rispetto ad una pratica viziosa di spese inutili che ha portato a celebrazioni faraoniche nel passato".

Lo afferma l’eurodeputato della Lega Mario Borghezio, commentando l’intervista al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

"In un momento delicato come questo – aggiunge – bisogna dare un forte segnale e la mia ricetta e’ proprio quella di non spendere neanche una lira".

"Utilizzando le nostre biblioteche, l’Archivio di Stato – propone Borghezio – si possono organizzare esposizioni e convegni che valorizzino il ricco materiale documentario che possediamo". Le celebrazioni "devono essere anche un’occasione per riscoprire figure come quelle di Sismondi e Cattaneo, troppo spesso trattate superficialmente nelle scuole".

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