Il ddl Brunetta è diventato legge – Senato approva “norma antifannulloni”

Il Senato ha approvato, in via definitiva con 154 voti a favore e con un solo voto contrario, il ddl Brunetta sulla ottimizzazione e razionalizzazione della Pubblica Amministrazione. L’opposizione non ha votato. Il provvedimento, conosciuto anche come "ddl antifannulloni", approvato dal Senato il 13 novembre 2008 e modificato dalla Camera il 12 febbraio, è così diventato legge.

Queste le principali novità del provvedimento.

– Relazioni sindacali e concorsi
L’articolo 1 definisce gli obiettivi della legge: convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, con particolare riferimento al sistema delle relazioni sindacali; miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle procedure della contrattazione collettiva; introduzione di sistemi interni ed esterni di valutazione del personale e delle strutture amministrative; valorizzazione del merito e conseguente riconoscimento di meccanismi premiali; definizionedi un sistema piu’ rigoroso di responsabilita’ dei dipendenti pubblici; introduzione di strumenti per una piu’ efficace organizzazione delle procedure concorsuali su base territoriale. Si valorizza il requisito della residenza dei partecipanti ai concorsi pubblici, se e’ strumentale al migliore svolgimento del servizio.

– Riforma Aran
L’articolo 2 prevede decreti legislativi attuativi in materia di contrattazione collettiva eintegrativa. Nei testi verranno precisati gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati rispettivamente alla contrattazione collettiva e alla legge, ferma restando la riserva in favore della contrattazione collettiva sulla determinazione dei diritti e delle obbligazioni direttamente pertinenti al rapporto di lavoro; saranno riordinate le procedure di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa, in coerenza con il settore privato e nella salvaguardia delle specificita’ sussistenti nel settore pubblico; sara’ riformata l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con riguardo alle competenze, alla struttura ed agli organi dell’Agenzia; sara’ semplificato il procedimento di contrattazione anche attraverso l’eliminazione dei controlli non strettamente funzionali a verificare la compatibilita’ dei costi degli accordi collettivi.

– Valutazione delle strutture e del personale
L’articolo 3 prevede l’indicazione degli obiettiviche l’amministrazione si pone per ciascun anno. Sara’ poi rilevata quanta parte degli obiettivi e’ stata effettivamente conseguita, assicurando la pubblicita’ ai cittadini; prevista l’organizzazione di confronti pubblici annuali sul funzionamento e sugli obiettivi di miglioramento delle amministrazioni, con la partecipazione di associazioni di consumatori e utenti, organizzazioni sindacali, studiosi e organi di informazione e la diffusione dei relativi contenuti con forme di pubblicita’ anche telematica; previsti mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici che si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati o che violano le norme preposte al loro operato, una sorta di class action con pero’ precise limitazioni: per i servizi pubblici locali, i procedimenti davanti alle Autorita’ di settore avranno la priorita’ sulla class action. La class action, cioe’, non potra’ proseguire se un’Authority indipendente ha gia’ avviato un procedimento. L’articolo prevede inoltre che sia istituito, nell’ambito del riordino dell’ARAN e in posizione autonoma e indipendente, un organismo centrale di valutazione con il compito di: indirizzare, coordinare e sovrintendere all’esercizio indipendente dellefunzioni di valutazione; garantire la trasparenza dei sistemi di valutazione; assicurare la comparabilita’ e la visibilita’ degli indici di andamento gestionale, informando annualmente il Ministro per l’attuazione del programma sull’attivita’ svolta. Sara’ assicurata l’accessibilita’ dei dati sui servizi resi dalla PA con la pubblicita’ e la trasparenza degli indicatori e delle valutazioni operate da ciascuna pubblica amministrazione.

– Merito, incentivi e premi
L’articolo 4 prevede l’introduzione nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni di strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttivita’ e della qualita’ della prestazione lavorativa, secondo le modalita’ attuative stabilite dalla contrattazione collettiva. Saranno stabilite percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttivita’, previa misurazione secondo criteri oggettivi del contributo e del rendimento del singolo dipendente pubblico.

– Riforma della dirigenza pubblica
L’articolo 5 prevede il divieto di corrispondere il trattamento economico accessorio nell’ipotesi di responsabilita’ del dirigente che abbia omesso di vigilare sulla effettiva produttivita’ delle risorse umane allo stesso assegnate e sull’efficienza della struttura che dirige. Saranno previsti concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale e saranno ridotti gli incarichi conferiti ai dirigenti non appartenenti ai ruoli e ai soggetti estranei alla pubblica amministrazione. Verra’ favorita la mobilita’ nazionale – che potra’ avvenire anche tra comparti amministrativi diversi – e internazionale dei dirigenti. La retribuzione dei dirigenti legata al risultato non dovra’ essere inferiore al 30 per cento della retribuzione complessiva. Con un emendamento del Pd, dalla norma sono stati esclusi i dirigenti del SSNN. Il dirigente avra’ piu’ poteri, ma non sara’ considerato un datore di lavoro a tutti gli effetti, esercitandone solo le funzioni. E’ stato poi limitato l’obbligo di pensionamento ‘forzato’ ai dirigenti pubblici che hanno compiuto 40 anni di servizio effettivo e non per contributi figurativi.

– Sanzioni disciplinari e responsabilità dei pubblici dipendenti
L’articolo 6 prevede che saranno razionalizzati i tempi di conclusione dei procedimenti disciplinari e che verranno previsti meccanismi rigorosi per l’esercizio dei controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente. Il codice disciplinare potra’ essere affisso all’ingresso della sede di lavoro o essere pubblicato nel sito web dell’amministrazione. Si prevede la definizione della tipologia delle infrazioni piu’ gravi che comportano la sanzione del licenziamento. E’ previsto l’obbligo per il personale a contatto con il pubblico di indossare un cartellino identificativo ma potranno essere esclusi dall’obbligo "determinate categorie di personale, in relazione alla specificita’ di compiti a esse attribuiti".

– Vicedirigenza
L’articolo 7 prevede che la vicedirigenza possa essere istituita e disciplinata esclusivamente dalla contrattazione collettiva nazionale del comparto di riferimento, che ha facolta’ di introdurre una specifica previsione al riguardo e, pertanto, il personale in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente puo’ essere destinatario della disciplina della vicedirigenza soltanto a seguito della sua avvenuta istituzione.

 – Ulteriori attribuzioni al Cnel
L’articolo 8 attribuisce al CNEL l’esercizio di ulteriori compiti, tra cui si segnalano: a) la predisposizione di una Relazione annuale al Parlamento e al governo sui livelli e la qualita’ dei servizi erogati dalle PA centrali e locali; b) la messa a punto di una Relazione annuale sulla contrattazione collettiva nelle PA con riferimento alle esigenze della vita economica e sociale; c) la promozione e l’organizzazione di una Conferenza annuale sull’attivita’ compiuta.

– Ulteriori poteri di controllo attribuiti alla Corte dei Conti
Infine l’articolo 9 stabilisce che la Corte dei conti, anche a richiesta delle competenti commissioni parlamentari o del Consiglio dei Ministri, puo’ effettuare controlli su gestioni pubbliche statali. Ove accerti gravi irregolarita’ gestionali o gravi deviazioni da obiettivi, procedure o tempi di attuazione stabiliti dalle norme, la Corte ne individua le cause e provvede a darne comunicazione al Ministro competente. Quest’ultimo, con decreto da comunicare al Parlamento e alla Corte, puo’ disporre la sospensione dell’impegno di somme stanziate sui pertinenti capitoli di spesa. Se i controlli sulla gestione riveleranno che la Pa non ha raggiunto gli obiettivi stabiliti, il ministro competente, entro sessanta giorni, puo’ proporre ricorso. Le Regioni e gli enti locali potranno nominare due componenti delle sezioni regionali della Corte dei conti.

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