Spese pazze, paga la Regione – di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli

 

Stipendi d’oro ai consiglieri. E poi viaggi, rimborsi, vitalizi, assunzioni facili, consulenze. Far funzionare le assemblee degli enti locali costa 974 milioni l’anno

Mentre la banda musicale al completo del comune di Guidizzolo suonava lungo la famosa Fifth Avenue a New York, in occasione del Columbus Day, lo stendardo della Regione Lombardia sventolava orgogliosamente al fianco delle stelle e strisce americane. E a Carlo Maccari, consigliere regionale di Alleanza nazionale (nonché ex sindaco del paesino lombardo), brillavano gli occhi. Se spieghi a un meneghino che questo viaggetto di gruppo oltreoceano l’ha pagato il consiglio regionale (e l’ha fatto con 20 mila euro delle sue tasse), più che farsi brillare gli occhi, diciamo che storcerebbe il naso. Anche perché quella di portarsi dietro il coro del paese non è nemmeno un’eccezione. Quanto una tradizione che ormai si ripete ogni anno, a turno fra i consiglieri membri dell’ufficio di presidenza. Ma si sa, i parlamentari delle nostre regioni sono di manica larga.

Ce li racconta la Uil, con uno studio sui costi delle nostre assemblee regionali, che rivela le dimensioni della loro spesa complessiva nel 2008: ben 947 milioni di euro. Poco meno della cifra destinata agli ammortizzatori sociali previsti dal governo per far fronte alla crisi.

Qui, in cima alla classifica troviamo i parlamentini delle isole: quello siciliano (‘speciale’ non solo nello statuto), con oltre 160 milioni, e quello sardo (85), seguiti a ruota da quelli campano (80), calabrese (75) e lombardo (71). Non più rosee le previsioni per il 2009, che vedono l’esborso restare più o meno invariato. Se non in crescita, nei peggiori dei casi: ossia nel Lazio (dai 59 milioni del 2008 agli oltre 66 previsti per il 2009, con un picco del più 13 per cento), in Toscana (più 6), in Emilia Romagna e in Veneto (entrambe in crescita del 5). "Mi sembra che persino in tempi di crisi come questi non ci sia alcun risparmio significativo sui costi della politica", constata Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil per le politiche regionali. Se poi si considera la popolazione di ciascuna regione e si calcola la spesa per abitante, si scopre che ai valdostani il parlamentino costa 167 euro l’anno, 51 ai sardi e 40 ai molisani.


Sebbene in Lombardia la spesa resti più o meno stabile (dopo essere costantemente cresciuta nello scorso decennio), a cercare di mettere un freno all’ansia girovaga dei parlamentari locali c’è solo il consigliere dell’Idv, Stefano Zamponi. Il quale, dando un’occhiata alle mete predilette dai suoi colleghi, è saltato sulla sedia: "Perché dobbiamo mandare dei relatori di Forza Italia alla scuola di studi politici della Mosca post-comunista, tutto a spese dei lombardi? Perché dobbiamo mandare dei consiglieri al Congresso di cardiochirurgia a Novi Sad in Serbia? Perché mai spedire tre consiglieri e due funzionari a studiare la sanità in Danimarca, quando il nostro presidente dice che l’eccellenza è qui in Lombardia?". La più gettonata resta San Pietroburgo, oltre al solito appuntamento newyorkese, dilatato fino a diventare un ‘Columbus weekend’, per cui quest’anno sono usciti 172 mila euro (tutto compreso). Ma il turismo parlamentare non è prerogativa del Nord. Ne sa qualcosa Pino Apprendi, consigliere del Pd in Sicilia: "Ho già mandato due lettere alla presidenza per chieder conto delle missioni, e si sono sempre opposti per motivi di privacy. Sarò costretto a scriverne una terza, invocando la legge sulla trasparenza degli atti pubblici". Il problema, spiega, è che si tratta perlopiù di trasferte ‘sommerse’: "I consiglieri vanno in missione da venerdì a martedì, per cui nei giorni di seduta alla fine sono sempre presenti, e nessuno ne sa niente".

Le cosiddette ‘indennità di missione’ non sono che un aspetto dei costi di un’assemblea regionale. Infatti sono niente se le si paragona a quanto ogni anno si spende per pagare i nostri 1.105 consiglieri regionali. Scorrendo i bilanci, viene fuori che solo per stipendi e pensioni se ne va fra il 30 e il 40 per cento della spesa totale. Il che significa 3-400 milioni a livello nazionale. Ovviamente le mensilità variano di molto da regione a regione, ma pure nel caso dell’amministrazione più tirchia si tratta di buste paga di tutto rispetto. È il caso delle Marche: secondo i dati di parlamentiregionali.it (sito di chi coordina i 21 consigli), un consigliere guadagna 3.100 euro netti al mese. Un’inezia se lo si paragona al più fortunato collega calabrese, che porta a casa la bellezza di 8.500 euro ogni volta che arriva il 27. Cifre che tendono sempre ad aumentare e mai a diminuire: come in Trentino, dove quest’anno l’assemblea regionale si è concessa uno scatto di ben 303 euro lordi mensili. Ma stiamo parlando solo di una fetta della retribuzione. Basta essere capogruppo consiliare o presidente di commissione ed ecco che l’emolumento magicamente ingrassa. Sempre a Trento, il presidente dell’assemblea piglia più del doppio di un consigliere.

(29 gennaio 2009)

 

    

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Intrattenimento. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...