L’oblio della memoria: noi italiani abbiamo dimenticato le nostre radici.

 

"Tutti con pistola, sciabola e manganelli". E’ polemica sui vigili armati di Roma- Cavalcando l’onda dell’allarme sicurezza, il consiglio comunale di Roma arma i sui vigilantes. Ma c’è chi è convinto che non cambierà nulla.

Di’ la tua.

Dopo oltre trent’anni i vigili urbani della Capitale tornano a girare armati. Il Consiglio comunale di Roma ha infatti approvato il "Regolamento dell’armamento degli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza".

"I vigili urbani avranno l’arma per difesa personale – ha spiegato l’assessore alle Risorse umane del Comune di Roma Enrico Cavallari – svolgeranno gli stessi servizi ma con una dotazione in più che consentirà di difendere meglio i cittadini". I vigili urbani avranno però la possibilità "di avere le pistole salvo i casi di obiezione di coscienza". Il provvedimento, approvato dall’Aula tra la notte di martedì e mercoledì, prevede anche la dotazione di una sciabola per i componenti della squadra d’onore, da bombolette spray anti-aggressione e da mazzette  "distanziatrici", ovvero manganelli, per tutti gli agenti della Polizia Municipale.

Città armate
La decisione non è affatto isolata: delibere simili sono già in vigore a
Torino, Milano, Firenze e Palermo, dove la municipale è dotata di pistola d’ordinanza, ma anche a Napoli, dove i più anziani girano con una beretta calibro 7.65. Anche a Trieste i vigili hanno manganello e spray e frequentano corsi di arti marziali e a Milano e a Salerno si usa pure lo sfollagente. Senza dimenticare altre grandi città come Genova e Bologna: tutte realtà nelle quali le armi saranno solo utilizzabili per legittima difesa.

Voci difformi negli ambienti sindacali
L’Arvu – l’Associazione romana vigili urbani – ha però già deciso di ricorrere al
TAR, pur essendo la promotrice dell’armamento della polizia locale perché: "i vigili urbani potranno difendersi da atti criminosi ma non potranno difendere i cittadini in quanto l’arma viene data per la sola difesa personale". L’RdB-CuB – rappresentanza sindacale di base – proporrà invece  ai Vigili di rinunciare all’uso dell’arma come segnale di contrasto alle scelte politiche dell’amministrazione capitolina. Il Sulpm si dice invece favorevole al provvedimento. Ricorda il segretario romano Marco Milani "questo provvedimento soddisfa almeno i quattro quinti del corpo della Polizia municipale".

 

Alla fine veniva proposto un sondaggio e manco a dirlo tutti d’accordo sull’uso delle armi e sulla giustizia fai da te, sulla giustizia a tutti i costi.

 

Io ho scritto questo messaggio:

Noi italiani siamo in black out totale. Abbiamo celebrato il 27 il giorno della memoria e della shoah e inconsapevolmente ci fanno diventare dei piccoli hitler, malati di razzismo. Inseguiamo  miti effimeri popolati da calciatori,  veline e di chi arriva al successo senza sapere fare nulla solo perchè è rinchiuso in una casa o in un’isola. Ci siamo dimenticati le nostre radici contadine e cattoliche. Ci siamo dimenticati di come i nostri emigranti, uomini che lasciavano moglie e figli e partivano alla ricerca di un lavoro, venivano trattati in germania, in belgio nella stessa america: erano gli ultimi degli ultimi senza dignità. E anche gli stessi Padani che si sentono i nuovi Ariani, hanno dimenticato di quando anche loro con la valigia di cartone partivano per l’Argentina (la più numerosa comunità è fatta di veneti e friulani).

Senza solidarietà, senza comprensione, senza Amore, non si esce da questo tunnel buio che abbiamo imboccato. Al pensiero io rabbrividisco. I TG il 27 da un lato inneggiavano al "Ricordo" contro le persecuzioni razziali, dall’altra con tono compiaciuto raccontavano di un mancato linciaggio. Certo è esecrabile, l’azione compiuta da quegli uomini, ma io li identifico solo come uomini o bastardi se volete, ma non li etichetto per la loro provenienza. Dico solo e  prendo a prestito le parole di Primo Levi "E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire.”

Giustizia non giustizialismo, io temo i “perfetti”

 

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