Si è spento Mino Reitano – Anima buona e candida della musica leggera italiana

Beniamino  Reitano conosciuto come Mino era nato a Fiumara,  paesino nei presi di Reggio Calabria, il 7 dicembre del 1944, la madre che era morta nel partorirlo aveva voluto che si chiamasse Beniamino come il grande Gigli e che studiasse musica. Fu così che diventò uno dei cantanti piu’ popolari negli anni ‘70. Oggi  si e’ spento nella sua abitazione di Agrate Brianza, in provincia di Monza, era gravemente malato da un paio di anni. E proprio ad Agrate Brianza il popolare cantante aveva creato il "Villaggio Reitano" che radunava una folta schiera di parenti. I funerali si svolgeranno giovedi’ alle 15 nella chiesa locale. Reitano aveva due figlie, Grazia Benedetta e Giuseppina Elena che adorava insieme all’amata moglie Patrizia. 

Reitano per 8 anni  studia  al conservatorio di Reggio Calabria, violino, pianoforte e tromba. Giovanissimo emigra in Germania e proprio qui, in un locale di Amburgo, si esibisce sullo stesso palcoscenico insieme a un gruppo i Quarrymen,che tornati a Liverpool diventeranno i Beatles. Nel 1966 partecipa a Castrocaro e nel ’67 al Festival di Sanremo. Nel ’68 arriva al primo posto della Hit Parade italiana con una sua composizione: ‘Avevo un cuore che ti amava tanto’. Dal quel momento inizia la scalata verso il successo con riconoscimenti di ogni genere, dischi d’oro e tournè in tutto il mondo. Per otto anni partecipa a Canzonissima, la più importante manifestazione canora televisiva degli anni ’70, giungendo sempre in finale e classificandosi ai primi posti. La televisione gli affida innumerevoli show e nel ’77 si cimenta nei panni dello scrittore con un romanzo intitolato ‘Oh Salvatore’, opera che godrà di onorificenze dai più prestigiosi premi letterari d’Italia. Nel 1988 torna al Festival di Sanremo con la canzone ‘Italia’ e, sempre a Sanremo nel ’90, presenta ‘Vorrei’. Seguono partecipazioni ad altri spettacoli televisivi e, nel ’91, ancora a Sanremo con ‘Ma ti sei chiesto mai’. Le sue  tournè spaziano oltre che Italia negli USA, Canada, Australia e in altri paesi del mondo ed è proprio nei concerti, i mezzo alla gente, che Mino esprime il meglio di sè, lontano dagli imbrigliamenti della telecamera che a volte lo fanno sembrare goffo ed impacciato.

La vicenda di Mino Reitano è una tipica storia degli Anni ’60, un ragazzo povero del Sud che comincia a cantare e diventa ricco e famoso negli anni del boom e dei milioni di 45 giri, e resta sempre un bravo ragazzo del Sud. Nella seconda parte della sua carriera la TV lo  strumentalizza e lo  fa diventare un simbolo del trash, forte del fatto che lui era  digiuno di certi meccanismi dello spettacolo che stritolano e soprattutto che era rimasto un semplice e che era troppo buono e puro per concepire il male, la cattiveria e la malafede nel prossimo.

Ciao Mino la tua bontà ha vinto su tutto.

 

http://animamea.splinder.com/tag/mino+reitano+e+la+malattia (cliccando sul link una delle ultime interviste di Reitano)

 

 

                                     

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