Rubens vede Caravaggio – Messina 25 gennaio 2009

Vittorio Sgarbi ha tenuto una "lectio magistralis" alle ore 10,30 di domenica 25 gennaio 2009 al Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
Alle 12,00 al Museo Regionale della città peloritana ingresso gratuito per ammirare le opere dei 2 artisti composte entrambe tra il  1608 e il 1609, quella di Rubens a Roma, quella di Caravaggio a Messina. Per la sua adorazione il Rubens si ispirò allo stile di Caravaggio, pittore che ammirava, e che avrebbe voltuto incontrare. Ma l’incontro non potè avvenire poichè  il maestro lombardo morirà di lì a poco, nel 1610.  Con questa mostra, superando le barriere spazio-temporali, dopo 400 anni finalmente Rubens incontra Caravaggio.
Ecco le foto:
 

               

  Lascio a chi osserva le foto dei dipinti i personali rilievi. Io che le ho viste etrambe posso solo dire che il dipinto del Caravaggio non rappresenta solo l’iconografia dell’adorazione che troviamo come ha osservato Sgarbi anche nei presepi napoletani, dove l’atmosfera è idilliaca e serena, ma in quella natività tu ci sei dentro, sei parte della scena, quella Madonna è madre tenera, è l’unica donna in un mondo maschile. La scena è ambientata all’interno di una stalla: Maria, sfinita dal viaggio e dal successivo parto, giace sdraiata per terra, e regge in grembo il bambinello. Dinanzi a loro, San Giuseppe ed i pastori (uno dei quali si distingue per la spalla scoperta) sono disposti in maniera da formare una croce mentre sullo sfondo il bue e l’asino fungono quasi da quinta insieme alla mangiatoia. Caravaggio per le vicissitudini subite riguarda la sua vita e ripensa al vangelo,  rinuncia agli artifici per esprimere un moto dell’anima, quell’anima troppo tormentata che cerca pace e vuole trovarla in quella stalla, in braccio a quella madre amorevole. Rubens invece non guarda dentro di sè, esibisce solo la sua bravura di pittore ed i suoi personaggi sono senza anima, quella luce che dovrebbe rivelare il divino è una luce fredda.

Nel quadro del Caravaggio invece Maria che è una fanciulla come tante, è preoccupata della responsbilità che le è stata assegnata. La sua fanciullezza sta a significare purezza ed innocenza. Ma soprattutto la postura indica il tema dell’umiltà, quando con il termine "humilitas" si allude all’humus e quindi alla terra, alla condizione umana. E poi quel Bambinello che con la sua manina cerca conforto e protezione nel toccare il volto di sua madre. Nessun manierismo come nel quadro del Rubens, ma solo Amore e Pace, quell’amore e quella pace che Caravaggio ha cercato per tutta la sua vita.

   A Messina il Caravaggio dipinge un altro quadro "La Risurrezione di Lazzaro" capolavoro assoluto di "Arte" che potrebbe provocarti anche la cosidetta "sindrome di Stendhal", ed ecco il quadro:

 

 

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