“Il Lupo e l’agnello” – Fedro poeta latino vissuto tra il 15 a. C. e il 50 d.C

Erano giunti a un rivo stesso il lupo

e l’agnello, sforzati dalla sete.

Di sopra stava il lupo,

e in giù, basso basso l’agnello.

Dalla gola insaziabile

in quel punto aizzato il malandrino

mise innanzi un pretesto di lite.

«Mentre bevo, perché

tu l’acqua mi fai torbida?»

E, di converso, quel che dà la lana,

isbigottito: «O lupo

scusa, come posso io

far quello che tu dici?

dopo di te l’acqua ai miei sorsi scende».

Dall’energia del vero contrariato

il lupo ribatté:

«Son già sei mesi che di me sparlasti».

E l’agnello risponde: «Veramente

non ero ancora nato».

Grida il lupo: «Per Ercole,

di me sparlò tuo babbo!»

E sì l’abbranca e iniquamente sbrana.

 

È una favola scritta per quegli uomini

che gli onesti contristano

con imbrogli e pretesti.
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